Vocabolario Motociclistico

Questo vocabolario/dizionario/stele di rosetta serve a chi non ha dimestichezza con le moto (pedestri, quadricilodotati, quadrumani ed altro) a capire alcuni termini utilizzati dal popolo motociclistico.

Non è suddiviso alfabeticamente ma secondo il metodo scientifico comunemente detto “a caso”.

Ogni definizione, dove non diversamente specificato, è mia oppure talmente antica da essere diventata comune e nota a tutto il popolo motociclistico.

 

Moto: se non sai cos’è, lascia perdere la lettura di queste pagine web e torna a chiuderti in macchina (vergogna!)

Scooter: se non sai cos’è, pazienza. Comunque è un mezzo di locomozione (solitamente individuale) a due ruote, a volte erroneamente confuso con una moto.

Scooterone: come sopra ma più grosso e costoso. Su alcuni motociclisti veri/biker ed affini ha effetti lassativi, non è carino usarlo all’uopo per lo scarico. [3]

Automobile: mezzo di locomozione utilizzato dagli amanti delle code.

Sardomobile: per qualche arcano motivo (si suppone sia vista come una scatola di sardine) viene spesso cos’ indicata con questo termine un automobile.

Furgone: mezzo a quattro ruote (urgh!) a volte utilizzato da alcuni bikers (vedi sotto) senza moto. Anche usato da muratori bresciani.

Motociclista: colui che guida una moto, spesso vestito strano e con colori sgargianti, ha sempre una canottiera della salute sotto la giacca.

Motociclista Vero: colui che guida una moto tantissimo o colui che guida solo moto (solitamente per mancanza di soldi, saltuariamente per scelta).

Biker: sotto branca del motociclista vero, ha abbigliamento bizzarro (tipicamente calzoni in pelle nera o marrone, anche in spiaggia ad Alassio ad agosto), disprezza scooters, auto e sardomobili. Il fatto che in lingua inglese il termine biker indichi un comune ciclista non tocca minimamente la categoria in Italia.

Motorcycle Biker: vero termine inglese per indicare il motociclista biker. Non utilizzato da nessuno in Italia.

Mototurista: come il Motociclista Vero, spesso più lento e sempre con tanti bagagli.

Sardomobilista: colui che guida una sardomobile. Spesso indicato come “tizio che guida con il cappello”, in questo caso pericolosissimo per lo scooterista, il motociclista, il motociclista vero ed il biker.

Scooterista (1): colui che guida lo scooter

Scooterista (2): a volte il sardomobilista malato di nostalgia per la gioventù diventa Scooterista. E’ facilmente identificabile dai seguenti sintomi: sorpasso azzardato a dx ripetuto – slalom tra sardomobili – fiancata dx abrasa su asfalto – fiancata sx distrutta su sardomobile – giaccacravattagiubbonedellatucano – copertina della Nonna sulle gambe – casco a vasino da notte aperto ed indossato anche dentro in banca. Di solito cerca inconsciamente la leva del cambio ed il volante [3]

Moto Club: solitamente gruppo di motociclisti affamato di strada che si raduna in branchi (i moto club, appunto) per trovarsi alle 6 di mattina in piazza, attendere il solito ritardatario fino alle 9 (per fortuna in piazza c’è sempre un bar), spararsi un mucchio di km, occupare un ristorante tipicopurchéabbialatv, vedersi il GP e poi tornare a casa. A volte la gita dura di più.

Km o “œchilometro”. Unità di misura tipica di chi percorre molta strada. Un suo multiplo è il “culo piatto” (tipicamente: che culo piatto quella volta = tanti km)

Km/h o “chilometriorari”: unità di misura delle multe.

Autostrada: metodo pericoloso ed antieconomico per andare dal punto A al punto B. Attira motociclisti, motociclisti veri, ed anche quale biker. Frequentatissimo dal sardomobilista con cappello (vedi sopra)

Serbatoio: dimostrazione pratica ed accessibile a tutti dell’esistenza dei buchi neri.

Benzina: liquido risultante dalla lavorazione di un intruglio di componenti, risultato molto spesso dalla putrefazione di cadaveri antichissimi (da cui il detto: oggi tu muori ed io tra un milione di anni ti userò nel serbatoio, tiè). Serve alla moto per marciare.

Birra (1): liquido risultante da un processo chimico fisico indispensabile al biker per marciare. Contrariamente alla benzina utilizza componenti base molto freschi. Usato molto spesso anche dal motociclista e dal motociclista vero.

Vino: liquido risultante da un processo chimico fisico indispensabile al motociclista per marciare. Stessa freschezza dei componenti della birra, ha però effetti più veloci. Usato molto spesso anche dal biker e dal motociclista vero.

Birra (2): nome di noto biker emiliano, utilizzato dai contadini in caso di siccità. Pari basti la sua presenza per risolvere il problema

Mozzarella di Bufala fresca: alimento mitologico a stato semisolido. La sua presenza viene segnalata solo da chi non ha timore di passare per visionario. Saltuariamente utilizzata da alcuni motociclisti (o biker o motociclisti veri) a scopo allettatorio o, saltuariamente, ricattatorio. Della stessa categoria: prosciuttino di capra, pane casereccio alle olive, e molto altro ancora.

Meccanico: equivalente motociclistico del prete (o rabbino o pope o muezzin o …). E’ una figura controversa, per alcuni un grande amico che “solo lui sa fare le cose”, per altri una specie di via di mezzo tra un maneggione ed un assicuratore, quindi indegno di fiducia ed esoso ma a cui ci si deve rivolgere lo stesso.

Figura 1: il meccanico alcuni lo vedono così…

Manetta: si dice di quell’accessorio meccanico atto a trasformare il ruotare del polso del guidatore di moto in velocità  pura. Ha un simpatico doppio senso: se plurale (manette) indica la condizione di temporaneo fermo cui chi usa troppo il singolare (manetta) rischia di incorrere.

Freccia (o indicatore di direzione): sconosciuto congegno elettronico nato in origine, sembra, per segnalare il cambio di direzione e recuperare l’utilizzo del braccio utilizzato finora. Utilissimo per legarci gli elastici del bagaglio. Quando non viene usata il reo viene apostrofato con la tipica frase “E CHE  E’… LA USANO SOLO GLI INDIANI???” e con altre apprezzate varianti non riportabili per motivi di pudicizia. [3]

Smanettone (1): in alcune zone rurali si dice di chi abusa della manetta.

Smanettone (2): missile sparato ad almeno 230 Km/h su razzi terrestri solitamente carenati [2]

Manico: si dice di colui che è veramente bravo a guidare la moto, tanto che scendendo dalla moto dopo l’ennesimo tentativo di trasformarsi in poster cammina come se avesse un manico su per il ##[censura]## .

Carabiniere: essere umano dotato di veicolo, uniforme e paletta (mai il secchiello) perennemente attratto dal motociclista, biker o motociclista vero che sia a scopi sempre minacciosi [rif. figura 2]

Poliziotto: come il precedente, ma molto serioso [rif. Figura 3]

Vigile Urbano: è il cucciolo delle due precedenti categorie. Per far vedere ai genitori quanto è cresciuto e diventato bravo di solito dimostra una ferocia incredibile nei confronti del povero motociclista (o biker o … che palle!) [rif. Figura 4]

Figura 2 – Aspetto tipico del Carabiniere agli occhi del motociclista

Figura 3 – Aspetto tipico del Poliziotto agli occhi del motociclista

Figura 4 – Non esiste un aspetto tipico del vigile Urbano, questa è un’elaborazione media tratta da centinaia di testimonianze.

Piega: azione da svolgere preferibilmente in presenza di curve, a motore acceso e cavalletto sollevato. Per pieghe da fermi vedi “cadute da pirla” [1]

Impennata: esibizione motociclistica di stupida e dubbia virilità. Si può dire ben riuscita se al termine della stessa è ancora presente il pilota, meglio ancora se rimane anche la passeggera. [1]

Fio de na m…: espressione gergale con cui il motociclista, solitamente romano o dei dintorni, tende a salutare il sardomobilista che ha tentato di colpirlo [2]

Sputerista: altri tipo di scooterista, si differenzia dal resto della specie per il caratteristico zigzagare che mai supera i 4 Km/h e sempre quando ha dietro un motociclista. [2]

“V” (1): saluto tipico di qualsiasi categoria di motociclisti. Sovente non utilizzato dai guidatori di BMW, lascia sempre perplesso lo scooterista che osserva. Esso indica, a seconda dei casi:

  • La tua moto fa schifo rispetto alla mia
  • Ciao ti saluto, noi motociclisti vinceremo [NDR: contro cosa o chi non ha importanza]
  • Esco da una vittoria
  • Vorrei alzare un dito solo ma ho una tendinite

“V” (2): Antichissimo gesto, pare risalga al tempo in cui i cavalieri cavalcavano mezzi da un solo cavallo spinti a biada e non a benzina. La leggenda narra di un cavaliere solitario in sella al suo destriero da non si sa quanti giorni, che percorreva, in salita, un sentiero di montagna in una tranquilla giornata di sole. In alcuni tratti egli godeva nello spronare il suo cavallo per sentire il vento attraverso le fessure della sua armatura
per poi rallentare e godersi i rumori del bosco che attraversava, scorgendo più in alto e più in la, verso l’orizzonte, le torri del castello sua destinazione. Al cavaliere si illuminarono gli occhi dalla gioia pregustando l’arrivo. Quand’ecco scorse in lontananza ed in direzione contraria la figura di un altro cavaliere che si avvicinava anch’egli felice. All’incrociarsi, quello proveniente dal castello, sollevando la mano destra e con l’indice ed il medio disposti a “V” esclamò: “Mi spiace amico, arrivi 2°, la principessa me la sono già spulzellata io… Ecco quindi come è giunto fino a noi cavalieri di oggi, pluricavalli dotati, il gesto di salutarsi con le classiche dita a “V”, perché quello che non saluta automaticamente impersonifica il cavalier cornuto. [1]

Nota: negli anni molti hanno spacciato per propria questa versione della storia nel Web, ma chi la scrisse [1] me la diede nel lontano 1999 ed io la riportai dal 2001, quindi chi è venuto dopo se dice che è sua o lo fa intendere è solo un pirla che ha plagia.

 

Caduta da pirla: lasciamo perdere va…

Cavalletto: sbarra di metallo durissimo utilizzata o per adagiare la moto quando non la si cavalca o come perno nelle curve quando ci si dimentica di averlo utilizzato precedentemente.

Domande Pirla: categoria di interrogazioni cui il motociclista (normale, vero o biker) si sente rivolgere da non motociclisti. Di seguito si riportano alcune di queste con alcune le idonee risposte.

  • [D]: Ma vai in moto d’inverno?
  • [R]: Che c’è di male, Lei va in auto d’estate!

 

  • [D]: Ma non hai freddo?
  • [R1, educata]: Si, mi piace pensare che così mi conservo come i mammut in Siberia
  • [R2, meno educata] No, brutto str…, il fatto che abbia dei ghiaccioli sui baffi ti ha tratto in inganno, sono solo effetti speciali.

 

  • [D]: E se cadi?
  • [R1, educata]: (silenzio e grande grattata agli attributi, per chi ce li ha)
  • [R2, meno educata]: Mavaff…! brutto str…! che ti venisse un accidente porta sfiga che non sei altro. E che caz…!

 

Fine (per ora)

Ed ora spieghiamo le note sparse in giro:

[1] scritto in collaborazione con il biker Birra (incredibilmente sbronzo)

[2] scritto in collaborazione con il biker Miguel (sicuramente ciucco)

[3] scritto in collaborazione con il biker Angelo (certamente alticcio)

[Tutto il resto] scritto in collaborazione con me stesso (piacevolmente poco sobrio)

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